Zone Temporaneamente Autonome

Non ho mai visto il deserto, ho provato però quello smarrimento. La sensazione di perdere il controllo, o forse qualcosa di più fisico. Il terrore, l’odore della paura, la vertigine di chi resta per la prima volta da solo con se stesso. La paura ha le sue secrezioni, ve lo giuro, quelle acri del sudore quando non è coperto da nessun tipo di deodorante

Ritirasi dalla lotta sociale, lasciare che gli ideali appartengano agli altri. Soprassedere sullo stato delle cose, passeggiando per le strade di un paese che non conosci, smettendo di valutare lo stato stesso delle strade; Le buche, la cartellonistica, la frequenza degli autobus. Coltivando il piacere di chiacchierare con gli sconosciuti, dentro un piccolo caffè nel quale a mezzogiorno le luci sono accese e il profumo di pane arriva nell’istante esatto in cui si aprono le porte della cucina.

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Ryan McGinley, Dakota (Hair), 2004

Perdersi. Perdersi è tutto quello che ho imparato. Conosco i miei limiti e li sfido. Fino a qui ho trovato il modo di salvarmi da sola. Così, attraverso New Orleans, con gli occhi di Shainee Gabel. Sento i versi di Robert Frost e rimpiango. Rimpiango e basta. I viaggi che non ho fatto, gli studi che non ho continuato, le città nelle quali non mi sono trasferita, le pizze che ho rifiutato di mangiare, con gentilezza. E non solo. Ma due strade non possono essere percorse allo stesso momento. Eppure si può lasciare che una gioia torrenziale ti inondi davanti a un unico tramonto.

La strada non presa

Divergevano due strade in un bosco
ingiallito, e spiacente di non poterle fare
entrambe uno restando, a lungo mi fermai
una di esse finché potevo scrutando
là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

Poi presi l’altra, così com’era,
che aveva forse i titoli migliori,
perché era erbosa e non portava segni;
benché, in fondo, il passar della gente
le avesse invero segnate più o meno lo stesso,

perché nessuna in quella mattina mostrava
sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno!
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
dubitavo se mai sarei tornato.

lo dovrò dire questo con un sospiro
in qualche posto fra molto molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, ed io…
io presi la meno battuta,
e di qui tutta la differenza è venuta.

Robert Frost
(Traduzione di Giovanni Giudici)

The Road Not Taken

Two roads diverged in a yellow wood
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I –
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

 

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