Perché leamicizie finiscono? Dos Passos ed Hemingway.

Loris Mag

Tempi Migliori, di John Dos Passos, edizione Sugarco, del 1991, mi faceva l’occhiolino sulla bancarella di un negozio di libri usati.

La persona che avevo sentito parlare di John Dos Passos era Giulio Mozzi, scrittore, editor e talent scount per alcune tra le più importanti case editrici italiane. Durante un laboratorio di scrittura in una casa sulle colline, Giulio Mozzi aveva elogiato la tecnica compositiva del suo capolavoro, Manhattan Transfer, un labirinto letterario fatto di articoli di giornale, pubblicità, lettere. Dos Passos non poteva che essere uno scrittore importante.

E  poi la casa editrice: Sugarco. Ci lavorava lo zio di Matteo T. che, all’epoca delle mie scorribande milanesi, ospitava me e qualche altro amico nel suo bilocale. Oltre a un sacco di preziosi tesori della filosofia e della letteratura, la sua libreria straripava di edizioni Sugarco: William Borroughs, Wilhelm Reich, Jack Kerouac, Jack London, Gary Snyder che io passavo le ore…

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