L’educazione fisica dei ragazzi

Una provincia indefinita, quattro ragazzi di estrazione sociale affatto simile diventano inseparabili. La fine degli anni ’80 e la grande illusione di un benessere duraturo. Accade che in queste pagine nulla e nessuno sia come sembra. Così, perdere l’innocenza significherà confrontarsi con la morte e con un dio di provincia che non salva. Da qui, l’arrivo di una maturità violenta che impedirà ai partecipanti di questo racconto corale di dimenticare

 

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Un pensiero su “L’educazione fisica dei ragazzi

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    9 febbraio alle ore 12:21l ·
    L’incipit de “L’educazione fisica dei ragazzi” di Anita Tania Giuga – Copertina di Massimo Giacci

    Mi sbattevano sul muso quello che non volevo essere. Ecco perché non potevamo sopportarci. Una questione di energia. Di fluidi e magnetismo animale. Simile con simile.
    È difficile, sapete, lottare per distinguersi nelle piccole città. I fiati si mescolano, le madri comprano le cose negli stessi negozi, facendo attenzione che siano costose. E anche il caffè si finisce per berlo nello stesso bar. Un conformismo che puzza di sagrestia. Pugni battuti al petto e porcate ben nascoste.
    Il liceo fu uno strazio. Non faceva per me quella prudenza. Ti sorprendevano a fumare marijuana ed eri il drogato del villaggio.
    Non volevo giocarmi la partita con un atteggiamento docile, per riscuotere l’anticipo di un futuro profitto. Mio padre era stato previdente e aveva distribuito le quote azionarie di minoranza della nostra ditta tessile ai suoi vecchi compagni di classe. Persone fidate, che per questo doppio vincolo d’amicizia e gratitudine non lo avrebbero tradito. Fra loro c’era anche il mio professore d’italiano. Un uomo di mezza età, pervaso di sarcasmo, con una zazzera di capelli radi che copriva con un Borsalino dalla tesa logora. Non si capiva se gli desse un’aria seria o grottesca.
    Il professore si adattava benissimo a quella muffa morale. Sosteneva ci fossero dei ruoli precisi per uomini e donne. Ci teneva a fare notare il dislivello nella distribuzione delle opere letterarie appartenenti al genio di ogni tempo, che è maschio e di certo ha la barba da professore.

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