Il sangue di Zeno

Eravamo dove altri avevano vissuto ma ora non c’era niente. Lui con un violino, io giovane. Anche lui aveva la giovinezza. Un’altra forma però. Io goffa lui bellissimo. Io bassa lui un efebo danzante. Un dio femmina e maschio quando queste possibilità nemmeno facevano parte del linguaggio. Potevo sapere che avrebbe accompagnato tanta vita? Ci stavamo baciando. Prima di fotografarlo

joan-alturo-mors-et-vita-old-age-2016
Joan Alturo, Mors Et Vita – Old Age, 2016

Cercavo di portarmi via l’anima. Lo volevo così: prigioniero nella luce. Aveva quegli occhi liquidi e scuri e io dovevo fermarlo dentro il posto disabitato. Nel quadrato di grazia che non avrei avuto ancora per molto solo per me. C’erano le birre nel suo zaino. Ruppi il collo della mia e mi tagliai il palmo. Fece lo stesso. Unimmo le mani in modo solenne. Il patto, quel patto, non è durato. Ma quando feci l’amore con lui, anni dopo, osservando la nuova identità dopo averlo truccato e vestito da donna, riconobbi il sangue. Il sangue di Zeno. L’unico che abbia mai mescolato al mio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...