Prigionieri del proprio Paese

Sono stata una turista, lo ammetto. Ma aspiravo al viaggio: il viaggio è sempre amore e l’amore non può essere meno che bellissimo. Il vero ritratto di Cuba è la libertà che manca, el bloqueo e la carenza di cibo. Per questo l’intensità è quella latina: un ‘cuba libre’ è composto del ricordo di Luky Luciano che svuota le bottiglie di Coca-Cola e le spedisce a Miami colme di ron, ancora rumba e sudore, parole traboccanti di passione e la mano tesa per una mancia d’accompagnamento. Non tutti stanno così male in arnese, ma chiunque abbia incontrato smania per ottenere qualcosa, volontà di cambiare la propria condizione, bisogno di dedicarsi a un ‘negozio’, favorire sé o gli amici, accedere alla prospettiva dell’altrove, sa che lo straniero è un’opportunità troppo ghiotta perché scorra via senza tentare di intrattenervi un rapporto. Un’amica mi ha regalato il passaporto nel 2015, avevo già Cuba nella mente.

Viaggiare soli ma anche protetti, come nella vita; quando possibile, era l’obiettivo. L’altro motivo, era la Trilogia sporca dell’Avana. Ossia: scoprire che può essere magnifico rinunciare al controllo e ricominciare a danzare nel ventre maleolente di un solar, o nella turistica scena da cartolina fatta di spiagge bianche, palme e tramonti tanto veri e così lontani dalla realtà. I cubani hanno un vuoto dentro che non si può riempire, io pure. Si vede da come gozzovigliano quando possono; anche io l’ho fatto da ragazza, ma per ragioni diverse. Loro non possono salire su una barca, catamarano, surf, chiatta, per la famosa legge dei ‘Piedi asciutti Piedi bagnati’, revocata da Obama nel 2017, che chiamava in causa gli States e l’obbligo a dare casa e lavoro a cubani arrivati con mezzi propri, ma soltanto via terra. Io non posso scappare sempre, tuttavia si può migliorare, in entrambi i casi

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Spiriti, schiavi e magioni coloniali

Avete mai incontrato un Babalocha? A Trinidad c’è un uomo vestito di bianco, alto quasi due metri. È nato in epoca socialista e quando disse al padre che parlava con gli spiriti, rischiò di essere rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Adesso vive un momento di lutto perché una delle sue figliastre, sulla strada degli Jabo, i novizi della Santeria che devono vestire di bianco per un anno, è morta, quindi per tre mesi non può leggere il futuro con le conchiglie, ma soltanto ‘limpiar’, purificare. Ha occhi tristi, è circondato da animali e aiutanti devoti. Non accetta denaro ma solo offerte

La sua magione è nella città coloniale, sulla piazza della quale un tempo si vendevano gli schiavi usati nelle piantagioni di canna da zucchero, lasciandoli esposti alla calura anche per tre giorni di fila. Il suo nome è Israel, l’altare è bianco e azzurro, l’energia che emana da questo luogo è velata. Il mondo dei doppi santi e degli Orisha si protegge e diventa sincretico. Quasi tutti a Cuba ricevono la mano di Orula, un talismano che significa che l’Opera di apertura del cammino è stata fatta e il sacrificio al

Anche Matanzas è città mistica, patria della Rumba. Lì mi sono avventurata in un barrio periferico per la lettura del futuro. Il Babalawo ha chiesto aiuto al suo primo, il cugino di primo grado. Mi hanno fatto togliere le scarpe, coprire le gambe con un asciugamano bianco ed è iniziato il rimescolamento di una pietra e un seme, contando poi su una una specie di collana con le conchiglie piatte. Il responso lo tengo per me